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Collegare un Agente a un Workspace

Ogni Workspace è esposto come server MCP standard, quindi qualunque strumento che parli il protocollo può leggerlo e scriverlo. La connessione si configura una volta sola, e da lì in poi l'Agente lavora da solo.

Requisiti della connessione: indirizzo e token

Due cose, tutte e due nella pagina Connessione del Workspace dentro Meridiaan:

  • L'indirizzo di quel Workspace, nella forma https://mcp.meridiaan.io/mcp/<id del workspace>. Ogni Workspace ha il suo, così un client che rifiuta due server allo stesso indirizzo può comunque tenerne collegati più di uno.
  • Un token per quel Workspace, inviato come token Bearer.

Un indirizzo e un token, e il client è dentro:

Come un client raggiunge un Workspace Un client chiama l'indirizzo di un Workspace portando il token di quel Workspace, e da li' raggiunge le sue Collections e i suoi Documents. Il tuo client /mcp/<id workspace> con il token del Workspace Workspace Collection

L'elenco degli strumenti viaggia una volta sola, all'apertura della connessione. È per questo che una Collection creata dopo non compare in una sessione già avviata.

Modi di configurazione

Sono la stessa cosa a tre livelli di sforzo, così chi non trova il proprio strumento scende di un gradino invece di restare a piedi.

  1. Un click. Un pulsante apre il client e crea la voce già compilata. Oggi esiste per Cursor, VS Code e LM Studio. Due cose da sapere prima di premerlo: il token viaggia dentro l'indirizzo del pulsante, quindi finisce nella cronologia di quel client, e il pulsante installa sempre la voce in modo globale, perché nessuno di quei tre accetta una destinazione.
  2. Un blocco pronto. La configurazione già scritta nella forma che il tuo strumento si aspetta, e il punto in cui va messa, che è la parte che cambia di più da strumento a strumento. Ci sono le voci per gli editor, per gli strumenti da riga di comando, per le applicazioni, per chi l'Agente se lo scrive da sé in Python, LangChain o LangGraph, e una voce generica.
  3. La formula minima. L'indirizzo e il token, dichiarati per quello che sono, per chi conosce il proprio client meglio di noi.

Client verificati

GitHub Copilot, Claude Code e OpenAI Codex sono stati collegati da capo a fondo. Tutto il resto che parla MCP funziona ugualmente: quei tre sono quelli verificati sul campo invece che dedotti dalla documentazione di qualcun altro.

Anche Claude Desktop si collega, da Impostazioni e poi Connettori, con un connettore personalizzato la cui autenticazione va messa su nessuna e un header di autorizzazione aggiunto a mano. Quella funzione è in beta dal lato di Anthropic ed è disponibile sui suoi piani a pagamento.

Comportamenti noti

  • Una Collection creata mentre una sessione è aperta non compare in quella sessione. Il server non notifica i cambi dell'elenco degli strumenti, quindi l'Agente tiene l'elenco che ha ricevuto collegandosi. Basta ricollegarsi.
  • Un token oggi non ha scadenza. Resta valido finché non viene ruotato a mano, cosa che vale la pena ricordare quando qualcuno lascia il progetto.

Trasporto e revisioni del protocollo

Il trasporto è Streamable HTTP: un endpoint solo che risponde a una POST, con una risposta semplice per quasi tutte le chiamate e uno stream solo dove serve. Fra una chiamata e l'altra non resta niente di aperto.

Sul protocollo il server serve due ere: negozia la revisione mentre la connessione si apre, e risponde sia ai client fermi alle revisioni fino alla 2025-11-25 sia a quelli sulla corrente 2026-07-28. Un client dell'una o dell'altra era funziona senza che tu migri niente.

Accesso tramite OAuth

L'accesso tramite OAuth. Oggi una connessione si autentica con il token del Workspace, ed è l'unico modo in cui funziona.